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La nostra scuola svolge un fondamentale ruolo educativo e di orientamento, fornendo all’alunno le occasioni per acquisire consapevolezza delle sue capacità e risorse, mediante esperienze didattiche aperte e stimolanti, finalizzate a suscitare la curiosità dell’alunno e a fargli mettere alla prova le sue capacità. 

Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Maria Magaraci

Concorso nazionale “Uno, nessuno e centomila” 2018

Scritto da Maria Magaraci Il . Inserito in Didattica

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Messa in scena  "Il tabernacolo"

 Premio speciale Concorso nazionale “Uno, nessuno e centomila” 2018

La premiazione avrà luogo il 18 maggio 2018 presso  il Teatro Luigi Pirandello di Agrigento  

La Commissione, appositamente costituita presso il MIUR, ha assegnato alla classe III sez. G il premio speciale per l’originalità.

Motivazione: “ Lavoro minuzioso che ha impegnato gli studenti nella ricerca di una novella tra le meno note, ben riportata con i mezzi e le opportunità della scuola. Buona la scelta dell’ambientazione nel video e anche la morale che chiude la scena: una forma di resistenza morale e umana all’ingiustizia".

 

 

NOTE DI REGIA

L’idea della partecipazione al Concorso nazionale “Uno, nessuno e centomila” nasce dalla necessità di dare voce al gioco delle emozioni positive che, proprio attraverso la drammatizzazione, trovano libero sfogo. D’altro canto il teatro, quale strumento pedagogico in grado di incidere profondamente sulla crescita cognitiva ed emotiva della persona, consente

la spettacolarizzazione della didattica e, in questo specifico caso, facilita l’apprendimento dei temi di fondo dell’opera pirandelliana, di non facile fruizione per i ragazzi della secondaria di primo grado, offrendo validi spunti di riflessione.

La messa in scena del “Tabernacolo” una storia, allo stesso tempo realistica e metaforica, ha assolto ad una duplice funzione: far sì che dei ragazzini di terza media riuscissero a descrivere come Pirandello vede il rapporto tra individuo e società, dall’altra risponde all’esigenza di raccontare i colori, le luci e i suoni della nostra Sicilia, una regione ed una terra privilegiata da molti scrittori che hanno scelto di ambientarvi le loro opere. “Il Tabernacolo" per l’apparente realismo della novella, ben si presta ad un rappresentazione veristica nella campagna siciliana, ma lascia trasparire nel profondo l’assurda e paradossale realtà. Le vicende appartengono al quotidiano ma ne mostrano il lato assurdo, il volto bizzarro, l’aspetto comico e tragico al tempo stesso. Spatolino, il protagonista, è un muratore capomastro che crede in Dio e nella Chiesa. Da quando la giunta del paese è in mano al partito socialista, egli investe tutti i propri risparmi in iniziative che tengono viva la fede religiosa, incurante delle beffe altrui. Accetta persino di costruire un tabernacolo per un notaio del paese, notoriamente ateo ma la sua determinazione gli si rivolterà contro, a dimostrare l’incapacità degli uomini di trovare certezze, di distinguere il vero dal falso. Spatolino, o per meglio dire l’umanità tutta, nella visione pirandelliana, non è ciò che ritiene di essere ma è come lo vedono gli altri e cioè la società, che finirà per ingabbiare il protagonista in un ruolo che non ha vie di fuga se non la follia. Gli allievi della III G sono stati non solo attori ma ognuno ha svolto la propria mansione: chi ha adattato i dialoghi e si è occupato della scrittura della sceneggiatura, chi si è occupato delle riprese, chi del montaggio delle scene, chi della scelta musiche e delle scenografie. Questa molteplice e complessa esperienza ha permesso loro di apprezzare il racconto non solo del reale, ma anche nel reale, aiutandoli a capire come con esso sia possibile scoprire la dimensione intima e profondamente umana del saper stare insieme, in un contesto che non è l’aula scolastica. Inoltre attraverso i dialoghi, riadattati da loro, hanno cercato di raccontare le atmosfere e i luoghi della nostra terra, delle nostre tradizioni, dei nostri antenati: contadini, manovali, piccoli imprenditori che con i loro sacrifici hanno reso bella e santa la terra tanto amata dallo scrittore agrigentino.

Autori: Alunni della Classe III Sezione G

Referenti/Coordinatori del progetto

Prof.ssa Mavica Maria Giovanna

Prof.ssa Guardo Alessandra

Prof.re Fichera Salvo

Prof.ssa Sanfilippo Monica

Si allega il testo teatrale redatto dagli alunni.

 

Allegati:
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